Hai l'ossessione per la pulizia di casa? Di cosa hai bisogno dal punto di vista psicologico

Sui social uno psicologo molto popolare offre consigli su come affrontare alcune "ossessioni" molto comuni

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Quante persone hanno l’ossessione per la pulizia della propria casa? Difficile dirlo, come non è semplice delineare la differenza tra una sana abitudine ed un’ossessione maniacale. Sui social, c’è uno psicologo che dà consigli utili su come affrontare queste problematiche ed i suoi video sono molto popolari.

“Se non pulisci casa, se non la metti in ordine, non stai bene, ti blocchi, ti baghi, non capisci niente, non puoi fare altro se prima non sistemi casa. Dal punto di vista psicologico ci possono essere due spiegazioni più una. Tu dici, no, sono tre. No, perché poi capirai, sono due più una” dice sul suo profilo Instagram, Michele Mezzanotte.

“Dentro di te hai prima il dovere, poi il piacere, questa regola di vita che probabilmente hai imparato nell’età evolutiva attraverso l’educazione che ti hanno dato i tuoi genitori. Soltanto che nel dovere c’è casa e non c’è te stesso, ad esempio, o una tua passione. Hai una psiche tendenzialmente ossessiva, che quindi per fare qualcosa deve riordinare tutto il resto, altrimenti quella cosa non la riesci a fare” dice lo psicoterapeuta social nel suo video, in cui aggiunge: la più uno in realtà è una variazione, perché non è che tu devi pulire casa. Ti piace farlo per rilassarti, una forma di meditazione noi occidentali, che meditiamo attraverso il fare. Ti risuonano?”, dice ancora Mezzanotte su Instangram.

Di fatto, l’ossessione per la pulizia può essere una patologia. La rupofobia è un disturbo di natura psicologica caratterizzato dalla paura dello sporco. Questa fobia porta il soggetto che ne soffre a reiterare comportamenti e rituali ossessivi di pulizia su di sé o sull’ambiente che lo circonda. La rupofobia induce, ad esempio, a lavare continuamente le mani o dedicarsi alle faccende domestiche in modo profondo e più spesso del dovuto.

Se quest’impulso non viene appagato, il soggetto rupofobico può manifestare un senso d’insoddisfazione generale che può evolvere in un disturbo d’ansia. Come accade per altre fobie, la rupofobia comporta spesso sintomi somatici, tra cui sudorazione profusa, battiti accelerati, nausea e sensazione che manchi l’ossigeno.

La rupofobia può avere ricadute negative nella quotidianità della persona, in termini di limitazioni nella vita sociale e lavorativa. Fortunatamente, questo disturbo può essere affrontato e superato con un adeguato percorso di psicoterapia.

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